Pagine Scritte

“Bella Ciao. La canzone della libertà”

Ricordo sempre con molto piacere l’appuntamento, emozionante e coinvolgente, che la Fondazione Milziade Caprili organizzò, al Circolo “Il Fienile”, il 9 settembre 2016. Fu l’occasione per incontrare e conoscere Carlo Pestelli, cantautore con vari dischi all’ attivo e professore di linguistica. E’ l’autore di “Bella Ciao. La canzone della libertà” Add Editore, con prefazione di Moni Ovadia.

Fu l’occasione per ripercorrere la genesi, la trasformazione e la diffusione di una canzone che, nel mondo, è sinonimo di Libertà e Liberazione.

Bella ciao” è l’archetipo di un piccolo capolavoro della storia orale, un bene immateriale che agisce sulla coscienza come qualcosa che arriva da lontano, quasi a segnare il confine tra il buio della guerra e una nuova primavera dei popoli: un’elegia del prsente che è anche, e sempre, una conquista esistenziale e una continua rinascita della storia della libertà.

Stamattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
stamattina mi sono alzato
e ci ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
o partigiano, portami via
che mi sento di morir.

E se muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e se muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
e diranno: o che bel fior!.

E’ questo il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà

www.carlopestelli.com

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