Storie

FacciaNObook

Da oltre due mesi, per andare a lavorare, utilizzo il treno. All’andata, ma soprattutto al ritorno, nei minuti che trascorro in stazione attendendo il vagone su cui devo salire, mi diverto a guardarmi attorno e ad osservare le persone. Tra le tante che incontro ne scelgo ogni volta alcune che, per istinto, per un dettaglio o per chissà cosa, mi colpiscono maggiormente ed inizio ad immaginare… cosa fanno? cosa pensano? dove vanno? che storia personale stanno “scrivendo” e così via… le “battezzo” con il primo nome che mi viene in mente e mi appunto alcune cose, scrivendo con il lapis su un piccolo blocchettino che mi porto sempre dietro.  Ah, dimenticavo, tutto accade con in sottofondo le musiche e le parole della radio che ascolto attraverso le cuffie.

Vi posso assicurare che la galleria di personaggi che, pian piano, va componendosi è davvero interessante e stimolante.

L’ultima scoperta, ieri. Appare all’improvviso a circa un metro dalla scomoda panchina fatta di tubi su cui sono seduto. E’ una ragazza. Penso sia straniera, forse una turista. Sulle spalle, infatti, ha uno zaino. A differenza della stragrande maggioranza delle persone in quel momento presenti su quello che potrei definire il mio personale e segreto palcoscenico, non ha tra le mani un telefono. Anzi, ad un certo punto, nemmeno fosse Silvan, tra le sue dieci dita si materializza un libro sulle cui pagine Lei (chiamatela come volete) indirizza tutta la propria attenzione.

Per me diventa “storia nella storia”. Sono da poco passate le 17. C’è una bella luce che illumina la scena. L’altoparlante annuncia l’arrivo del treno, ma quasi nessuno ci fa caso. Sono tutti attratti dall’impercettibile gorgo che si agita nei display degli smartphone. Tutti meno Lei che, a questo punto, posiziona il segnalibro al suo posto, mette il libro nello zaino e, inaspettatamente, chiude gli occhi. Il suo viso è baciato dal sole di un inizio ottobre più che mite. Sorride e si capisce che quel sorriso è soprattutto profondamente interiore. Salgo all’interno del vagone che ho davanti, la guardo per un’ultima volta. Appare compiaciuta e gratificata di quella sensazione che sta provando con tutta se stessa.

Le porte si chiudono. Lo scenario aldilà del finestrino inizia a muoversi. Ciao ragazza con la Faccianobook.

 

1 thought on “FacciaNObook”

  1. Ciao Stefano, bellissima pillola. Io giro sempre con un libro nello zaino. Ovunque io debba fare una coda o attendere, mentre per molti é motivo di noia, sbuffo, lamentela, per me è gioia piena, perché posso ritagliare in mezzo ai mille impegni un attimo tutto mio per leggere.
    Ciao🤗
    Fedele ascoltatrice di radio sveglia
    Chiara

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