Storie

Due statue che vivono

Sul molo di Viareggio, proprio all’inizio della passerella, c’è un gatto con un pesciolino in bocca. E’ una presenza discreta che incuriosisce, affascina, emoziona. In molti, passando da quelle parti, si fermano ad accarezzarlo, lo salutano o scattano una foto al suo fianco. Lui non si muove, pazientemente e dolcemente asseconda ogni gesto e desiderio. Si tratta di una statua, divenuta simbolo. La statua di Ettore il “gatto dei pescatori”, inaugurata proprio un anno fa grazie alla passione, all’entusiasmo ed all’impegno di un fantastico gruppo di persone (gli Amici di Ettore), coordinato e stimolato da Paola Serni e Nadia Cupisti.

La ricorrenza, domenica scorsa davanti al Bar Grecale, si è svolta in un clima festoso, coinvolgente e piacevole (fissata nel tempo grazie alle immagini dei Fotoscattosi) ed è stata l’occasione per ricordare tutte le iniziative organizzate e per annunciare i prossimi, tanti appuntamenti previsti nei dodici mesi futuri. Ettore non era solo, come non lo è stato mai in vita. In tanti hanno voluto rendergli omaggio, anchè perché il programma prevedeva un gemellaggio tutto particolare. Quello tra Ettore e Pippo, il cane la cui storia è immortalata e raccontata dalla statua, realizzata in suo onore, che si trova a Torre del Lago, a pochi metri dalla Villa del Maestro Giacomo Puccini.

Due animali legati da una sorta di filo comune per ciò che hanno rappresentato e rappresentano. Nati, nella loro rappresentazione immortale, dalla stessa “madre”; la Fonderia Del Giudice di Firenze. Due statute che vivono fuori, ma soprattutto dentro di chi ne sa apprezzare il significato ed il valore sentimentale che costudiscono e mettono a disposizione di chiunque voglia far proprio.

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