Storie

La storia nascosta delle donne del carnevale di Viareggio

Il Carnevale, come la vita, è un intreccio di storie a volte anche profondamente significative. Ne è un esempio quella che ha “sfilato” quest’anno in Corso. Un grande albero sorridente che si muoveva tra la folla, lungo i viali.

Lucia, classe ‘75, malata di tumore al seno, operata pochi mesi fa con una mastectomia completa, è appena uscita dalla chemioterapia e sta continuando le terapie ormonali e il trastuzmab. Negli ultimi sei mesi Lucia si è impegnata a dimostrare che ogni attimo della vita è importante e va vissuto a pieno. Ad ogni terapia è arrivata con un’impresa nuova. Lucia crede fermamente che se le è stata salvata la vita questa meriti di essere vissuta in ogni attimo, senza aspettare di aver finito la  terapia o di essere usciti dalla malattia. Proprio per questo ha accettato di partecipare, salendo sui trampoli, alla mascherata di Marzia Etna. Quando Marzia gliel’ha proposto ancora non sapeva che avrebbe fatto una chemioterapia, ma insieme hanno aggiustato il tiro. Il mascherone che porta in spalla, infatti, è stato fatto su misura in modo che non gli andasse a pesare sul P.o.r.t. che è la valvola collegata all’aorta che serve per fare le terapie ed i bastoni alle mani sono stati studiati per una sicurezza in più.

Se questo carnevale era dedicato alle donne, quindi, possiamo dire che nella mascherata di Marzia Etna era nascosto un segreto grandissimo, fatto dalle donne, per le donne stesse, da cui emergeva ed emerge una forza femminile che esplode in una rinascita, quella, appunto, dell’albero in fiore.

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