Il 7 Luglio 2009

Il 7 luglio del 2009 a Viareggio erano in programma i funerali di Stato. Una città ancora sotto shock, avvolta in un profondo e rispettoso silenzio, si preparava a partecipare ad un rito collettivo, in programma allo Stadio dei Pini. 22 le vittime (32, dopo mesi, sarebbe stato il drammatico, definitivo bilancio), 15 le bare disposte sul manto erboso (sette salme erano state trasferite in Marocco per le esequie in madrepatria). Un dolore immenso, una città unita, una eco nazionale ed internazionale.

Io, all’epoca lavoravo per l’Ufficio Stampa della Ausl, di prima mattina ero già all’Ospedale Versilia per contribuire alla messa a punta dei vari dettagli collegati alla prevista visita del Presidente della Repubblica. Riuscii a vedere, sugli schermi posizionati nell’atrio, alcune immagini della diretta televisiva e, ancora una volta in quel periodo, non feci niente per tentare di contrastare la fuoriuscita di lacrime dai miei occhi.

Finite le esequie Giorgio Napolitano raggiunse Lido di Camaiore e, accolto dal Direttore Giancarlo Sassoli, medici, infermieri, collaboratori e volontari, fece visita ad alcuni dei feriti, compreso il giovane Leonardo Piagentini che, a “nonno Giorgio”, regalò un disegno carico di speranza e fiducia nel futuro. Il Presidente ringraziò con forza le tante persone che, nell’occasione, avevano dimostrato eccezionali doti di umanità, professionalità e coraggio. Un sistema sanitario che aveva risposto ben aldilà di ogni previsione, una Città unita e solidale che, commossa ed orgogliosa, ancora non sapeva quali ingiustizie ed ostacoli nella ricerca di Verità e Sicurezza avrebbe dovuto affrontare. Ancora deve affrontare.

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