La cattiveria
Domenica sera, come ogni anno, ho partecipato al corte per il 29 giugno. Camminando assieme agli altri, pensavo, ricordavo, rivedevo immagini e persone, provavo vecchie e nuove emozioni, Ad un certo punto, in via Mazzini, ci fermiamo all’altezza di via Fratti. Mi guardo intorno e noto che, proprio davanti a me, ci sono due ragazze. Una di queste “indossa” una bandiera palestinese. Parlano serenamente quando, all’improvviso, sbuca un ragazzo che inizia a offenderla verbalmente. Il suo non è un ragionamento politico (cosa si vuole ragionare quando ogni giorno muoiono decine e decine di innocenti), non è una rivendicazione di chissà che cosa. Lo guardo attentamente in faccia, la sua è solo cattiveria. Ed ecco, allora, che mentre se ne va, pensa alle parole che solo qualche giorno prima mi aveva detto Don Marcello Brunini a chiusura di un’intervista. “Perché gli uomini fanno la guerra? Perché – è stata la risposta – viviamo nel peccato e dobbiamo fare i conti con un narcisismo malato che genera scontro e richiede il ricorso alla forza.“
