Manifesti

La presentazione del nuovo manifesto del Carnevale di Viareggio 2021, opera di Piero Figura, ha generato commenti e considerazioni, positive e negative. Reazioni rispettabili che non sono certo una novità, ma che, in fin dei conti, denotano passione, interesse, attaccamento ed amore per la Manifestazione. Senza voler esprimere un giudizio, vorrei proporre alcuni spunti di riflessione.

Perché un atto così importante e significativo viene relegato in un malinconico angolo del “Piazzone“, in un orario improbabile, alla presenza di pochi intimi e con una cerimonia che definire in tono ridotto è dir poco? Perché non inserirlo, invece, in una delle serate (o, meglio, in tutte e due) organizzate, stasera e domani, alla Cittadella?

Cosa significa la torta con 90 candeline? Che traguardo sono 90 anni? E poi, se questo è il manifesto 2021, Burlamacco, “nato” nell’estate 1920, avrebbe 91 anni. Ma c’è di più… Burlamacco non è tale sino al 1939 quando, in una villa vicino alla Stazione, nel corso di un veglione della famiglia Spagnoli ed alla presenza dello stesso Bonetti, viene ufficialmente battezzato con questo nome.

C’è, infine, il ruolo del manifesto stesso, oggi più oggetto da collezione che strumento di comunicazione visiva, come accadeva in passato. Manifesto grafico o manifesto d’artista? Quello in questione non è ne l’uno, ne l’altro. La grafica, ad esempio, è quella di Franco Signorini e del suo stupendo manifesto 1984. Gli autori sono Bonetti, Folon, Dario Fo

PS – Tanto per dire quanto sia difficile soddisfare i gusti delle persone… C’ero, negli uffici di via Saffi del Comitato Carnevale quando, sul tavolino di legno di una delle stanze negli spazi a piano terra del Royal, arrivarono i manifesti di Signorini. Sembrava fosse morto qualcuno, tanto che, di fretta e furia, furono fatti stampare altri manifesti con figure di Bonetti. Lo stesso destino riservato all’opera firmata dal Premio Nobel Dario Fo….

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