Matti

Sono tanti i motivi del meritato successo che la “Banda di Matti” ha fatto registrare al Teatro Jenco nelle scorse quattro serate. La bravura dei singoli e della Compagnia, la valorizzazione di un gruppo in ognuno dei suoi collaboratori; sul palco, dietro le quinte, in sala. Il copione del Casani, il ritrovato piacere di condividere, assieme ad altri, emozioni e risate. La possibilità di affidare ad un applauso la voce del nostro apprezzamento.

E in tutto questo insieme di fattori positivi c’è un momento preciso, nello spettacolo, in cui emerge evidente quella che potremmo definire l’anima dei viareggini. E’ quando, a metà del secondo tempo, Luciana “Tosca” Madrigali (attrice eccelsa, persona meravigliosa) ci regala un monologo che sollecita i nostri sentimenti più intensi e profondi. E’ quello del rapporto con la città che ci fa diventare matti, meravigliosamente matti. Di quel tipo di matti che – lo ricorda Mastrilli alla fine, nel dialogo fuori sipario con Argia – non sono mai pericolosi, a differenza degli scemi che, questi si, rappresentano un pericolo per noi stessi, per gli altri e per la Città. Ricordiamolo, appunto, e soprattutto facciamo in modo che gli scemi non l’abbiano vinta grazie alla nostra indifferenza, passività ed alla mancata assunzione delle responsabilità che ognuno di noi ha, ieri per oggi, oggi per domani.

Luciana Madrigali

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