Essere o non essere…

Nel pomeriggio di ieri mi ha telefonato il bravo Sergio Iacopetti. Stava preparando un articolo, che uscirà domani su La Nazione, in cui raccoglieva pareri ed opinioni inerenti il “Carnevale Universale“, in programma il prossimo settembre. Prima di me aveva acquisito il contributo di persone che tanto hanno dato alla manifestazione quali: Alessandro Santini, Ivano Nocetti e Claudio Sodini.

La domanda, in pratica ed in sintesi, era questa: “Il carnevale si deve fare, oppure no?“.

Consapevole dell’eccezionalità del momento, degli spazi a disposizione di Sergio e dell’impossibilità di ridurre il tutto ad un SI o ad un NO, ho cercato di rispondere, motivando nel modo più chiaro ed efficace il mio pensiero.

Personalmente penso che quanto è accaduto e quanto sta accadendo debba necessariamente comportare un “agire straordinario” inteso come coinvolgimento totale, costruttivo, partecipativo e propositivo della Città. Penso, ad esempio, ad un Consiglio Comunale attraverso il quale Fondazione Carnevale, Amministrazione, rappresentanti della Città e delle Categorie, possano delineare un quadro completo e dettagliato di tutte le componenti che concorrono a rendere chiara la situazione che stiamo vivendo, gli sviluppi futuri, i pro e contro, le alternative e tutte quelle situazioni che concorrono a delineare il ventaglio degli gli scenari possibili.

E’ una situazione nuova, speriamo irripetibile, fuori da ogni esperienza passata e condizionata da una realtà in quotidiano divenire a cui, comunque, è necessario dare un risposta. E di risposte, cerco di schematizzare, potrebbero essercene due:

1) Il carnevale si fa. Con il pubblico, senza pubblico, con solo pochi spettatori a sedere. Si punta, insomma, ad una pressoché esclusiva fruizione “televisiva” (come accaduto, ad esempio, per tante partite di calcio), giustificando così i soldi spesi per la costruzione dei carri, ma eludendo tutti quei significati e quei valori insiti nella Storia e nell’identità della Manifestazione: partecipazione, allegria, libertà, fantasia, creatività, coinvolgimento.

2) Si annulla tutto e, adoperandosi ai più alti livelli ed in ogni sede, si cercano e si garantiscono finanziamenti straordinari per salvare il bilancio presente e garantire edizioni future. In tal senso, però, nasce automatica una domanda: “Cosa fare delle opere già realizzate? Distruggerle od utilizzarle direttamente per i Corsi canonici del 2022?

Come possiamo vedere, a pochi giorni dallo scoppio “universale” del cannone, tutto si fa sempre più complicato. Ed è proprio per questo motivo che ritengo urgente la necessità di una decisione chiara e collettiva. Una pesantissima responsabilità che non può ricadere esclusivamente sulle spalle delle poche persone che, provvisoriamente, ricoprono i ruoli degli organismi della Fondazione Carnevale.

Siamo in assoluta emergenza. C’è in ballo un valore quale è, nelle sue più diverse accezioni, il Carnevale, patrimonio di tutti, frutto dei sacrifici e della passione di una Città che, in oltre cento anni, ne ha fatto un evento internazionale che significa economia, turismo, cultura, storia e tradizione.

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