Gentilezza

Stamani, all’uscita di scuola, tutti i bambini della Elementare Don Beppe Socci sono usciti tenendo in mano un fiore. Fatto di carta, colorato e con alcune scritte. Una bella iniziativa delle Maestre per ricordare e ricordarci che oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza. Al centro un viso sorridente e sui petali sei parole: Permesso, Per Favore, Scusa, Prego, Posso? e Grazie. Sembra facile messa così, ma noi tutti sappiamo che utilizzarle, queste parole, è oggi sempre più complesso e complicato. Un fenomeno, un’abitudine, un atteggiamento che riguarda tutti, piccoli o grandi che siamo.

Importante, quindi, il messaggio e lo spunto che ci arriva dal mondo della scuola sul quale, combinazione, riflettevo proprio in questi giorni. Lo facevo spinto e stimolato da due notizie. La prima, proveniente dalla Svezia, riguarda la cittadina di Lulea dove le autorità locali hanno deliberato l’obbligo di dire… Buongiorno. Si avete capito bene: Buongiorno. Un metodo semplice per tentare di arginare e spezzare la barriera dell’incomunicabilità e dell’introversione dilagante.

La seconda è un servizio televisivo del TG2, segnalatomi da Elodie Lebigre, con ospite l’Assessore alla Gentilezza del Comune di Torre Annunziata, Anna Vitiello (in Italia di questo tipo di Assessorati ce ne sono al momento oltre 140). “L’Ambasciatrice della Gentilezza”, così è stata presentata, era affiancata da un Biologo Naturalista che ha sottolineato un aspetto fondamentale. Compiere gesti gentili fa biologicamente bene a noi stessi. E non solo, anche vedere “gesti o comportamenti gentili” trasmette benessere ed una chimica positiva.

Pensiamoci, basta poco. Per noi e per gli altri.
Grazie

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